Leonardo Melchionda

"Il Gabbiano"

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               VOLUME D'ARTE RE DI QUADRI
               DALL'ASTA DELLA MEDIAPOLIS


                  A CURA DI DONAT CONENNA

   LA COPERTINA: LEONARDO MELCHIONDA


Come sempre, dedichiamo la copertina della tornata
d'asta ad un operatore che a nostro modesto, molto
sindacabile giudizio, ha svolto una intensa e profonda
ricerca intorno al linguaggio contemporaneo.
Intendiamoci bene, niente di nuovo a Ovest, ma aver-
forse anche senza saperlo - "aperto quella porta",che
sino ad oggi non si poteva aprire,(semplicemente perchè
non ne avevamo la chiave), ha significato alzare il velo
del nuovo paesaggio iperreale. Prendete una sonda

collegata ad un computer, introitatela in uno degli antri
del vostro corpo e inizierete anche voi quel " Viaggio
Allucinante" che Piero Angela ha percorso in TV. Nessun
critico ha sollecitato Leonardo Melchionda a lasciare le
inani stagioni dei chiasmi, tempo perso dietro ismi che
non conducevano da nessuna parte
poi, nel campo delle scienze è arrivato un certo Renato
Dulbecco e abbiamo capito che potevamo vedere, e


leggere, tutto quello che abbiamo dentro di noi.
Ed ecco che Melchionda riprende il suo vecchio amore
Informale e lo trasforma in iperrealismo
Macromolecolare.
Altro che astrattismo: questa Humanae Nova
Eentropica Lux, è il nuovo realismo interiore, una
specie di TAC (Tomocromy Art Conceptual) che non
ha bisogno di sonde e di stetoscopi per "vedere"
dentro il nostro interno più profondo.
Come tutti gli ideatori, non solo nel campo dell'arte,
Melchionda non sa di aver messo mano, non a "qualcosa
di nuovo", speranza ormai impossibile nei cantieri delle
Belle arti, ma a qualcosa che giorno dopo giorno ci
diverrà sempre più famigliare, come a suo tempo ci sono
divenute famigliari le lastre dei raggi X, (un altro folle
della scienza gaia, Renato Meneghetti, ne ha fatto un
periodo di dieci anni, con un catalogo Skira, 1999,
firmato da Vittorio Sgarbi, da Luciano Caramel, e tra gli
altri, dal sottoscritto).
Tornando a Leonardo Melchionda, nemmeno l'artista in
questione sa dove può portare questa novissima, antica
"scoperta" sulla reagenza del colore, questo viaggio
virtuale, ma non troppo, che lo conduce nel corpo
umano senza chiedere permesso. Certo, sono operazioni
che si sono sempre fatte, quelle di lasciare che il colore
trovi da sé gli alvei dello stato libero di Entropia, a
creare suggestioni e plasmi e sfumi e magmi di una
visione che quando non dice niente, è che dice tutto.