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PERVINCA PACCINI
Il suo libro lo troverai su: www.ilmiolibro.it Presentazione "Viola" Anni ’70. Gli inizi. Due sorelle: Giulia e Viola. Un legame intenso che proviene dai giochi dell’infanzia e dai sogni dell’adolescenza, un legame quasi fisico che, a volte, rende perfino superflua qualunque parola. L’università, le lotte nel Movimento studentesco, la disubbidienza femminista; l’amore e il sesso sperimentati come liberazione, la politica come passione. Succede qualcosa, qualcosa di oscuro che non le riguarda direttamente, ma che le coinvolge. La voce di un personaggio potente, ...quella voce importante, quella voce sporca di denaro, quella voce così lontana dal tuo mondo ... irrompe nella loro vita. Viola cerca di tenere Giulia fuori dalla vicenda pericolosa che si va sviluppando suscitando in lei dubbi, ansie, perplessità. Per la prima volta nella loro esistenza, un senso di estraneità, di non appartenenza reciproca, ... come se un bisturi affilato avesse trovato la lunga sutura con la quale la vita vi aveva legato strette e lentamente avesse fatto saltare i punti, uno dopo l’altro.. Aprile 2003. Giulia sola di fronte agli interrogativi inquietanti sulla morte della sorella, avvenuta trent’anni prima. Le risposte, solo a tratti cercate timidamente per tutto quel tempo, diventano urgenti. L’incontro con Gabriele le dà la consapevolezza di non essere più sola e di poter intraprendere quel viaggio nel passato, doloroso, ma necessario, per strappare la morte di Viola al non senso, per restituirla alla quiete del ricordo senza cedere alla rassegnazione. Sullo sfondo la Milano di oggi, in bilico fra la memoria delle proprie radici morali - riscoperte nei cortei del 25 aprile così come nelle speranze dei giovani - e i nuovi miti della Milano da bere con il suo presunto progresso. E la città di ieri, con i suoi quartieri, le osterie, la cultura vissuta come rivoluzione, l’intransigenza, le ingenuità e gli eccessi di una partecipazione politica che credeva negli ideali non ancora offesi dalla banalizzazione e dalla semplificazione del sorridente qualunquismo mediatico. Intorno ai protagonisti, gli amici di sempre: Frediano e sua moglie Alda. Sono gli ex ragazzi del ’68 che si misurano con i propri cinquant’anni, con la fatica di rintracciare e ridefinire le loro utopie dopo l’uscita di scena del comunismo, con i figli che li contestano facendo piazza pulita dell’illusione di essere stati genitori diversi. Marianna, una ragazza che Alda ha preso sotto la propria protezione, aiutata da Frediano, tenta di svelare l’enigma che si nasconde dietro la vecchia foto di un corteo, una foto del 1973. Un dettaglio la colpisce: un particolare che non dovrebbe esserci, che non c’entra nulla con quella manifestazione. Le indagini riportano indietro nel tempo e conducono alla morte di una donna avvenuta a quell’epoca: un incidente la cui dinamica non fu mai chiarita definitivamente. Le sue ricerche si intrecciano con quelle di Giulia e Gabriele decisi a svelare il mistero della tragica fine di Viola. Il presente, narrato da Gabriele, e il passato, una sorta di monologo dell’autore che si rivolge a Viola con un “tu” quasi inquisitorio sebbene carico di condivisione, prendono il via da presupposti, luoghi e motivazioni diversi per poi mescolarsi, nei capitoli seguenti, con ritmi sempre più serrati fino quasi a confondersi. Pochi indizi, foto sbiadite, i ricordi di Giulia e il rimpianto di Gabriele: la vicenda accompagna la nascita di un sentimento fra i due, un sentimento che insegue il bisogno di valicare i confini del possibile e, nello stesso tempo, esige di farsi storia, con tutta l’intimità e la fisicità che questo comporta... Sangue, carne, pelle, ora, qui.
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